Riassunto autunnale

Eccomi qui! Tornata a scrivere dopo qualche settimana di silenzio stampa, vi avevo avvisato che questo sarebbe stato un blog incostante, quindi nulla di sorprendente al riguardo.
Cosa ho fatto in queste settimane? Qualche giro: Roma, Milano, di nuovo Roma.
Cerco nuovi stimoli e nuovi spunti, cerco di dare una svolta positiva alla mia vita. Voglio trovare una nuova collocazione spazio-temporale, che mi faccia sentire viva e appassionata di quello che andrò a fare e vivere.
Quindi giro, mi faccio ospitare a casa di amiche (Livia, Enrica, Margherita e Sara) per incontrare e conoscere nuove realtà.
Milano in verità è stata una vacanza forzata, mi ammalai – ebbenesì – e quindi sono stata costretta in casa tre giorni, ma ci voleva anche quello: stop per ricaricarsi e ri-ordinare i mille pensieri. A Milano – oltre a incontrare vecchi amici che non vedevo da tanto – con i quali ho passato bei momenti, ho conosciuto – grazie a un nuovo amico di nome Andrea – un posto davvero, davvero speciale: l’ossario della Chiesa di San Bernardino alle ossa.
Non so ancora di chi siano tutte quelle ossa: se dei morti per la peste o dei martiri cristiani, mi informerò bene in merito nei prossimi giorni…quel che è certo è che una volta entrata lì, quell’atmosfera tetra e imponente “mette al propio posto” i visitatori. Tutti i dubbi e i problemi che sembravano enormi, improvvisamente davanti a quelle centinaia e migliaia di ossa e teschi, sembrano impallidire; sembra che quel luogo ti dica: “qui arriverai anche tu, cerca di ricontestualizzare tutto il resto, amica”.
Così è stato. Quel teschio posizionato alla mia altezza (1.60 politico forse non si può definire altezza) sembrava guardarmi e dirmi proprio quello, sono uscita contenta di aver conosciuto questo posto – che tornerò sempre a visitare – e di aver ascoltato il suggerimento dei miei nuovi amici ossuti.

Qualche altra suggestione randomica posso sintetizzarla con un video dei Criminal Jokers, gruppo che ho conosciuto ascoltandoli live al Circolo degli Artisti di Roma (all’interno di La tua fottuta musica alternativa), prima di partire per Milano e che mi hanno molto colpita: giovani, energici e new-wave. Continuo ad ascoltarli no stop mentre sudo e corro, affanandomi sul tapis roulant in palestra (luogo necessario per un buon equilibrio psico-fisico).

Ultimo, ma non per minor importanza aneddoto riguarda il musicista Andrea Nardinocchi.
Lo avevo scoperto qualche mese fa, grazie a un mio amico musicista che lo conosce bene. Mi sono subito innamorata del suo sound – pur non essendo propriamente una fan del rap o R’n’B- e negli ultimi giorni, in virtù di quello che vi anticipavo all’inizio del post, Un posto per me è diventata la mia canzone-mantra.

Milano. Primo giorno che rimetto naso fuori dopo la febbre, stesso giorno dell’ossario, salgo su un taxi, di quelli larghi che hanno nel sedile i mini schermi. Appena mi siedo e dico l’indirizzo di destinazione parte Un posto per me nel nuovo street video. Mi escono due lacrime. Il ragazzo che era con me avrà pensato che sono folle. Ho visto anche quello come un segno. Di cosa non so, ma lo era. Intanto ho scaricato la canzone nel mio iPhone, poi dove mi porterà ascoltarla vedremo. Che il viaggio prosegua…

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