La Crisi

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.
(da Il mondo come io lo vedo di Albert Eistein)

Are You Happy? La strada della crisi, è la mia strada ed io la percorro con spavalderia e allenamento. (Agnese, La Zarina, io).

E’ già qualche mese che sono sempre meno costante nello scrivere in questo spazio – ma d’altro canto il sottotitolo “Il blog (incostante) di La_Zarina” rende subito evidente la mia tendenza alla divagazione. La verità è che scriverei anche molte più cose, ma nei prossimi tempi vorrò apportare delle modifiche rilevanti alla struttura del blog stesso e al momento mi sto dedicando più all’elaborazione di queste (seppur ancora in forma teorica). C’è da aggiungere che nella mia vita ci sono state non poche novità ultimamente, una su tutte: da un mese mi sono trasferita a Milano, in vero stile kamikaze: senza (ancora) una casa, senza un lavoro, ma con moltissime idee da mettere in pratica, da subito. Mi sto dedicando molto all’autoformazione e alla formazione, seguirò un bel po’ di bei corsi nei prossimi mesi e mi immergerò in nuove realtà. Insomma sono molto positiva in questo periodo e molto determinata a raggiungere, step by step, i miei risultati.

Confesso di non essere ancora in grado di raccontare di più – un po’ per scaramanzia, un po’ perchè ho bisogno prima di vivere le mie esperienze e poi condividerle – però posso dire di essere felice. Cammino per strada e sono felice, incontro persone nuove e sono felice, sono sola in mezzo a tante novità e sono felice…ah! Il bene che fa vivere in una città che non conosci e che non ha muri crollati e persone che, come te, sono provate dal mondo e dalla vita…ah!

Questo cambiamento nasce come risposta a un’esigenza specifica, proprio quella: essere felice. Me ne frega meno di niente di avere un fidanzato bello e ricco o una vita che fili liscia e senza intoppi (non sarebbe la mia, ovvio), mi importa invece avere la forza di cambiare qualcosa nella mia quotidianità, affinché cambi con lei la percezione della vita stessa. Cambiare la prospettiva e la direzione. Questo passo è stato il mio vero atto di coraggio. Avrei potuto farlo prima? No. Non potevo, altrimenti l’avrei già fatto, ma ora sì. E’ tardi a ventinove anni? Si, forse sì, ma non m’interessa, io non ho mai indossato un orologio in vita mia e il tempo per me potrebbe essere liquido come nei quadri di Dalì, sarebbe lo stesso. Io sono di quelle persone che si perde nel tragitto e vivo al massimo il bello e il brutto di ciò che incontro nel percorso, non sono una maratoneta che punta tutto ad arrivare prima al traguardo.

Il mio traguardo ora è questo: trovare una casa, iniziare i miei corsi, trovare un lavoro che mi faccia vivere tranquilla e scoprire, imparare, stare in silenzio ad ascoltare, sentire profumi peculiari di un posto (anche a Milano si può), scovare luoghi nascosti, conoscere persone nuove, allontanare quelle negative, mettermi in gioco e lanciare in aria i miei cuori e i miei ostacoli. Vivere. Felice. Si può. O comunque l’impegno è totale.

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4 pensieri su “La Crisi

  1. Cambiare prospettiva e direzione a ventinove anni (ma anche trenta o trentacinque direi), perché ce lo si impone da soli o perché ci si trova in una situazione che porta a farlo. Direi che non è affatto tardi. Buon lancio da kamikaze, nel peggiore dei casi ci si vede spiaccicati a terra😉

  2. Tardi??? sei una giovincella ragazza mia. IN BOCCA AL LUPO!
    (strano vedere come la “mia” Milano possa dare ad altri ciò che io invece cerco altrove, ma è come dici tu, è il cambio di prospettiva la chiave di tutto!)

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