Louis Armstrong on “The Johnny Cash Show” – 1970

“Io non sono quello che apre l’armadio, io sono quello che indica l’armadio”.

Geniali!

Nuovo video de I Cani – Come Vera Nabokov

E’ andato online ieri nel pomeriggio e fino ad ora (sono le 11.30 del mattino circa) ha già 8943 visualizzazioni.
Si tratta del nuovo video de I Cani – ovvero il progetto musicale del romano Niccolò Contessa – realizzato dal videomaker aquilano (sì, un piccolo moto d’orgoglio per i miei concittadini super bravi) Bennet Pimpinella.

Il video è una rielaborazione del film “Tharzan e la vergogna di Jane” – film del 1995 diretto da Joe D’Amato che ha come protagonisti un giovane Rocco Siffredi con la sua attuale moglie, Rosa Caracciolo – che Bennet “scratcha”, modifica, monta e trasforma in un’opera pop iper colorata e viosionaria.

Buona visione e buon ascolto!

Le Voyage dans la Lune de George Méliès – versione restaurata

Metti che hai un gruppo di amiche che questa mattina, per motivi differenti, si sono svegliate – tutte – nerviosette e col dente avvelenato. E che tu sia l’unica ad avere troppo sonno (ancora) per poter solo pensare che esista il nervoso. E metti che navigando inciampi in uno dei corti che ami di più al mondo, che adori da anni, sin dalle prime lezioni di storia del cinema e che ora è restaurato e con musica originale degli Air. Capite bene, che questo incontro fortuito è la risposta a tutti i malumori possibili. Quindi, care amiche e cari tredici lettori, questo ce lo godiamo tutti insieme, in un quarto d’ora di religioso silenzio, aggrappati alla nostra infantile immaginazione, che Monsieur George Méliès ci porta sulla luna degli inizi del ‘900. Calma, sangue freddo e buon viaggio.

Playlist del viaggio in treno

Adoro viaggiare in treno. Adoro le stazioni e, quando ho tempo, adoro arrivare qualche ora prima della partenza per fermarmi a leggere un libro, seduta su una panchina o per osservare tutti quei riti tipici che riproducono le persone in viaggio. I volti delle coppie che si ritrovano o che si devono salutare…è così affascinante passare qualche ora nelle stazioni! Ti fa sembrare il mondo un posto migliore di quello che vedi, che so, alla cassa dell’Esselunga all’una di un lunedì di novembre, ecco.

I miei compagni immancabili di viaggio sono l’iPad (dal quale leggo i principali giornali), i libri – che ve lo dico a fare? – e tanta musica! Proprio di questa voglio parlare: della colonna sonora del viaggio in treno, dove bisogna solo sedersi e lasciarsi portare via. Da quando è arrivatro in Italia Spotify, con la possibilità di ascoltare facilmente la musica ovunque e su qualunque device, la gestione di tutti è stata infinitamente più semplice. La possibilità di creare delle playlist e aggiornarle nel momento stesso in cui le ascolti, è stato un bel passo avanti per scoprire nuovi autori o nuovi accostamenti musicali. Io ormai sono una vera addicted. Di solito inizio la creazione delle mie playlist da viaggio con musica che mi fa allontanare subito la mente dal mondo reale, musica che mi manda nell’iperuranio, per poi passare a quella un po’ più pesante fino ad arrivare alla delizia della classica e chiudere con i classiconi “on the road” e le canzoni francesi che tanto piacciono a me.

E voi che musica ascoltate, miei cari 13 lettori? All’inizio del viaggio preferite ldei brani potenti, con bassi e rullanti, o più soft, con archi e violoncelli? O il jazz? (Grande assente, assieme al blues di questa playlist, ma chissà nella prossima).

Bando alle chiacchiere: ecco a voi le mie 30 canzoni, dalle quali poi mi sposto, muovendomi per album, generi, assonanze e suggerimenti, fino alla stazione seguente, dove osserverò altri abbracci, altri sorrisi, altri saluti…e altre scale mobili non funzionanti e valige pesantissime! Ma questa è un’altra storia… 😉

Buon ascolto!

Il doodle di Rorschach. Tra arte, psichiatria e rock psichedelico.

Mr Google ci ricorda che oggi ricorre il 129esimo anniversario dalla nascita di Hermann Rorschach, noto psichiatra svizzero, conosciuto ai più per via delle famose tavole con macchie di inchiostro nero (o policromo) che hanno reso celebri i suoi studi, incentrati sull’indagine della personalità.
A quest’ora (12.20) sicuramente già molti di voi avranno sperimentato il nuovo doodle e per chi ancora non si è cimentato…che aspettate?
La mia immagine è stata la seguente:

Immagine

ed io ho visto chiaramente David Bowie con un mega colbacco deforme sulla testa e un piccolo teschio sulla fronte, come stemma.

Detto questo, non sapendo nulla di psichiatria e interpretazione del Rorschach, ho deciso di non preoccuparmi e ho pensato che Mr Hermann, in un attimo mi ha fatto venire voglia di godermi una super canzone, da condividere anche con voi, miei sparuti e incostanti lettori.

Levante – Alfonso

Poco tempo per scrivere in questi giorni, miei cari tredici lettori, ma vi penso spesso e rifletto molto sui prossimi passi da fare per me e per il mio blog.

Vi lascio questa splendida canzoncina (si fa per dire, canzoncina) della cantautrice siculo-torinese Levante, che descrive perfettamente il mio attuale stato d’animo – oltre che la mia notoria idiosincrasia per il divertirsi a tutti i costi che impazza sulla nostra generazione di festaioli precari e ubriachi.

Vi saluto dicendovi che sto facendo alcune cose molto carine in questi giorni, cose di cui vi parlerò con più calma, appena possibile.

Buon ascolto e a presto!
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L’attimo prima

Il momento che precede un evento che cambierà la storia del mondo o più semplicemente la storia di un individuo o di una comunità: questo è il tema del post, questo è un punto su cui spesso torno a riflettere.
E’ un momento ben definito, unico ed irripetibile – più di tanti altri che riempiono le nostre vite – è un istante in qualche modo magico, che raccoglie in sè la potenza dell’evoluzione che sta per esplodere, ma che ancora non avviene, ed il mondo – o la nostra percezione dello stesso – per com’era fino a quel preciso istante. E’ insieme inizio e fine, alfa e omega. E’ potente, quell’attimo prima, è sostanziale.
La storia ne è piena di questi momenti: dall’attimo prima della scoperta del fuoco ad oggi; ogni nostra singola vita è costellata da un certo numero di momenti “prima di”, che possono essere seguiti dagli eventi più tragici e devastanti o rivoluzionari e costituenti di un nuovo flusso.

Non sempre siamo riusciti a catturarli, proprio perchè si tratta del momento prima di quello che verrà certamente ricordato, è la sequenza che viene tagliata nel montaggio, è la sfumatura che sfugge al momento ma che invece è così profondamente interessante…

Qui raccolgo una mini galleria fotografica di attimi prima scelti da me, secondo il mio sentire e (ammetto) la facilità di recuperare materiale iconografico, ma è una galleria che mi piacerebbe si arricchisse dei vostri contributi.
Vorrei chiedere a tutti voi che leggete, oh miei 13 lettori, i vostri “attimi prima, per la storia dell’umanità o semplicemente per voi stessi, quali sono stati? Raccontate e mandate foto…

Il post che mai avrei pensato di scrivere

Il giorno del lancio di Spotify in Italia, MAI avrei pensato di poter scrivere di altro, se non quanto sia fico usarlo e quanto vi assuefarete tutti. Se ieri alle 10.00 mi avessero detto che “L’altro” di cui avrei scritto sarebbe stato l’argomento del momento e probabilmente del decennio (del secolo mi sembra esagerato): il Papa e le sue dimissioni, avrei sghignazzato per una mezz’ora. Invece è andata così. Parlerò proprio di questo.

ceci n'est pas un popePremessa: sono un’atea praticante, negli anni divenuta tollerante nei confronti della Chiesa; guardo i cattolici con benevolenza e un pizzico d’invidia; sono discretamente ignorante sulla storia pontificia e quindi tutto quello che segue è una riflessione mia personale e potrebbe essere un cumulo di cazz…vabè, capito.

Essendo aquilana, so bene che L’Aquila vanta di aver avuto la prima Porta Santa del mondo (che è bellissima), voluta da Pietro da Morrone – il Celestino V del gran rifiuto dantesco e della canzone di De Gregori. Quindi a L’Aquila ci sono le spoglie dell’unico – prima dell’attuale Papa – ad aver rinunciato al pontificato. Diciamo che ce la siamo sempre sentita calla per questo e ora arriva il Benedetto XVI [non fate i Mike, si legge: sedicesimo] e ci toglie l’unicità in materia! Scandalo! «Papa dimettiti!» direbbero i grillini – Ah no! E’ proprio questo il problema.

In mezz’ora ieri si è scatenato l’inferno, com’è appropriato che sia. Un vero mezzogiorno di fuoco. Tweet, messaggi, opinioni, prese in giro, foto…è stato divertentissimo. Aaahhh! Per fortuna siamo precari e disoccupati, altrimenti ci saremmo persi tutto questo ben di Dio (ops)!

Passate le prime 24 ore possiamo affermare con certezza che: è vero, il Papa si è realmente dimesso; si può fare, è un atto previsto dal codice canonico ed in ultimo la frase “morto un papa, se ne fa un altro” non è sempre valida – donne lasciate di tutto il mondo: disperatevi! Bigami di tutto il mondo: gioitene!.

Mi soffermerò su pochi punti, quelli che mi hanno colpita sin da subito. Più dell’atto in sè, sono state le motivazioni addotte ad aver suscitato in me una sincera approvazione nella scelta del Pontefice. «…è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato».

© Penny Lane e G. Rizzo

© Penny Lane e G. Rizzo

Andreotti? Berlusconi? Senatori a vita? Vi è appena stato consegnato un sonoro schiaffo morale, direttamente dallo scranno più alto dello Stato Vaticano. Vi sia d’insegnamento: eleganza nel saper essere anziani, nell’ammettere che in questa fase della vita si è meno forti, meno vigorosi, meno machi, meno attaccati alla poltrona seppur papale, meno, insomma…SOTTRAZIONE.

Ma gli insegnamenti non sono solo per la classe politica italiana, anche la Chiesa e i credenti dovranno imparare qualcosa: Papa Giovanni Paolo II…? Cattolici ortodossi che dite che la croce va portata fino al fine vita? Voi che avete fatto scempio delle vicende di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby? Vi è appena stato dimostrato che le scritture vanno interpretate e attualizzate. Che il capo della Chiesa cattolica, il Capo dello Stato Vaticano, non ha bisogno di deambulare sbavando in giro per il mondo per costringere gli altri ai sensi di colpa, ma deve guidare i propri fedeli (e non catechizzare chi non vuole) su tematiche molto più alte e importanti e dev’essere forte, dev’essere un capo. DIGNITA’ del corpo e quindi dello spirito.

Un altro aspetto che ho particolarmente gradito è stata la precisione con la quale ha segnato la fine del suo manato: il 28 febbraio 2013 alle ore 20.00. Non prima, nè dopo. Mi piace questo rigore, corrispondente al carattere che ha sempre mostrato di avere. Da quel dato momento non sarà più il Papa, punto. COERENZA

Restano infine una certezza e un dilemma: Benedetto XVI è di sicuro l’unico Papa che è stato visto con sospetto appena eletto -perchè meno (fintamente) buono e più distaccato del suo predecessore- e sarà visto con sospetto alla fine del suo mandato. Come se tutto il polverone (di cui io non ho parlato) fatto di polemiche, idee più o meno complottistiche, congetture fantasiose, ecc… non bastasse, il mondo cattolico si ritroverà in una posizione singolare, anzi decisamente plurale: DUE PAPI, uno in carica e lui che sarà vivo e immagino continuerà a interessarsi delle vicende della Chiesa che ha guidato. Alla faccia del monoteismo! Come ci si comporterà con un papa in pensione? Vedremo…

Di certo c’è che quel che accadrà nelle prossime settimane – tra elezioni sacre e profane – cambierà, forse neanche troppo, il volto dell’Italia. Roma avrà un evidente sovraffollamento di giornalisti (buono per gli albergatori), ci sarà qualche matto che urlerà alla fine del mondo e a marzo, quando io andrò a passare un week end di respiro a Milano, tutto sarà già tornato apposto. Come prima forse no, ma apposto.

Chissà, forse stavolta ci sarà davvero…chi? Il PAPA NERO.

P.S. Moretti, La prego: il prossimo film potrebbe farlo su una ragazza, che chiameremo Agnese, che vive in una città terremotata del centro Italia e le arriva una proposta per cui inizia a viaggiare per il mondo, scrivendo di quello che vede e vive in prima persona e si conclude con un BEL colpo di scena per cui si stabilizza in un loft a Manhattan? Grazie.

Nostalgia Istantanea

Scrivo di getto, come il ritmo veloce di questo capolavoro. Scrivo veloce e piango. Questa pioggia è così pesante che nasce e muore in un istante.

Ascoltare questo pezzo mi ha quasi uccisa, pugno ben assestato sulla pancia e giù lacrimoni e sorrisi. La nostalgia istantanea, io la conosco bene.

…maneggiare la morte con cautela, va tutto bene, sì, ma non ci credo, non sai prendere la gioia alla leggera, un inguaribile pessimista arrampicato al settimo cielo, lungo una stecca di liquirizia grida “voglio un altro primo giorno di scuola…”

Il mio flusso di coscienza è stato annichilito dal suo. GENIO! Voi che leggete, fatevi prendere per mano e seguitelo, Dargen D’Amico, in questo viaggio onirico…nel suo racconto fantastico. Ma basta con le parole, non aggiungo altro. Domine, non sum digna!

Non sempre chi disprezza compra, spesso chi disprezza, disprezza e basta.

(Potete scaricare l’album QUI, trovare il testo del brano QUI e visitare il suo sito QUI).

P.S. & N.B La sua etichetta è Giada Mesi, ovvero l’etichetta che ha prodotto Andrea Nardinocchi, di cui avevo già proposto un brano in un mio vecchio post.

Nostalgia Istantanea