Io non voterò

Io, per la prima volta in vita mia, non voterò. Non perché penso che siano tutti uguali. In vero penso che ognuno ha già ampiamente mostrato di essere orripilante a modo suo. Non voterò perché non voglio cedere al ricatto morale di una legge insidiosa che concede un diritto, imponendo allo stesso tempo anche un dovere…che è una vera contraddizione in termini. Non voterò perché ho perso con la politica; la politica ha perso con l’Italia; l’Italia ha perso con L’Aquila; L’Aquila ha perso con la ricostruzione mancata e con i suoi citadini – e quindi con me- e guardandomi intorno vedo solo macerie e zero futuro. Non voterò perché sono tranquilla sapendo che Berlusconi non ha nessuna possibilità di ri-vincere – anche se continua ad essere il più elevato rappresentante del popolo italico e della sua mentalità scimmiesca e pecoreccia – e perché penso che Monti sia (non uguale) differentissimo e in maniera sostanzialmente antitetica, egualmente pericoloso per la nostra nazione. Non voterò perché Bersani è a capo di un partito che mi è nemico, capace solo di mostrare i muscoli ai nani. Schiacciatemi pure, io che sono una semplice cittadina, ma troverete sempre qualcuno più grande e forte di voi e vi piegherete e vi accorderete perché siete il peggio che l’Italia ha potuto unire delle sue due prime repubbliche. Non voterò capipopolo cafoni e pericolosi che mi fanno orrore e non voterò magistrati che continuano di fatto ad avere, nello stesso momento, i piedi in due poteri differenti.
Io tristemente non voterò perché ho perso la fiducia di cambiare l’Italia col voto, non voglio sentire storie trite e ritrite. Io ho perso, ma anche voi, politici e schieramenti. Non finirò in un CDA gestito da uno dei vostri partiti…pazienza, ma domani farò quello che più si addice alla mia posizione attuale: rinuncerò a un diritto e a un dovere. Che molti di quelli che sederanno sugli scranni parlamentari, molti futuri Onorevoli non hanno idea di cosa voglia dire: RINUNCIARE A UN DIRITTO, conoscono solo la seconda parte, quella del dovere.

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Il post che mai avrei pensato di scrivere

Il giorno del lancio di Spotify in Italia, MAI avrei pensato di poter scrivere di altro, se non quanto sia fico usarlo e quanto vi assuefarete tutti. Se ieri alle 10.00 mi avessero detto che “L’altro” di cui avrei scritto sarebbe stato l’argomento del momento e probabilmente del decennio (del secolo mi sembra esagerato): il Papa e le sue dimissioni, avrei sghignazzato per una mezz’ora. Invece è andata così. Parlerò proprio di questo.

ceci n'est pas un popePremessa: sono un’atea praticante, negli anni divenuta tollerante nei confronti della Chiesa; guardo i cattolici con benevolenza e un pizzico d’invidia; sono discretamente ignorante sulla storia pontificia e quindi tutto quello che segue è una riflessione mia personale e potrebbe essere un cumulo di cazz…vabè, capito.

Essendo aquilana, so bene che L’Aquila vanta di aver avuto la prima Porta Santa del mondo (che è bellissima), voluta da Pietro da Morrone – il Celestino V del gran rifiuto dantesco e della canzone di De Gregori. Quindi a L’Aquila ci sono le spoglie dell’unico – prima dell’attuale Papa – ad aver rinunciato al pontificato. Diciamo che ce la siamo sempre sentita calla per questo e ora arriva il Benedetto XVI [non fate i Mike, si legge: sedicesimo] e ci toglie l’unicità in materia! Scandalo! «Papa dimettiti!» direbbero i grillini – Ah no! E’ proprio questo il problema.

In mezz’ora ieri si è scatenato l’inferno, com’è appropriato che sia. Un vero mezzogiorno di fuoco. Tweet, messaggi, opinioni, prese in giro, foto…è stato divertentissimo. Aaahhh! Per fortuna siamo precari e disoccupati, altrimenti ci saremmo persi tutto questo ben di Dio (ops)!

Passate le prime 24 ore possiamo affermare con certezza che: è vero, il Papa si è realmente dimesso; si può fare, è un atto previsto dal codice canonico ed in ultimo la frase “morto un papa, se ne fa un altro” non è sempre valida – donne lasciate di tutto il mondo: disperatevi! Bigami di tutto il mondo: gioitene!.

Mi soffermerò su pochi punti, quelli che mi hanno colpita sin da subito. Più dell’atto in sè, sono state le motivazioni addotte ad aver suscitato in me una sincera approvazione nella scelta del Pontefice. «…è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato».

© Penny Lane e G. Rizzo

© Penny Lane e G. Rizzo

Andreotti? Berlusconi? Senatori a vita? Vi è appena stato consegnato un sonoro schiaffo morale, direttamente dallo scranno più alto dello Stato Vaticano. Vi sia d’insegnamento: eleganza nel saper essere anziani, nell’ammettere che in questa fase della vita si è meno forti, meno vigorosi, meno machi, meno attaccati alla poltrona seppur papale, meno, insomma…SOTTRAZIONE.

Ma gli insegnamenti non sono solo per la classe politica italiana, anche la Chiesa e i credenti dovranno imparare qualcosa: Papa Giovanni Paolo II…? Cattolici ortodossi che dite che la croce va portata fino al fine vita? Voi che avete fatto scempio delle vicende di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby? Vi è appena stato dimostrato che le scritture vanno interpretate e attualizzate. Che il capo della Chiesa cattolica, il Capo dello Stato Vaticano, non ha bisogno di deambulare sbavando in giro per il mondo per costringere gli altri ai sensi di colpa, ma deve guidare i propri fedeli (e non catechizzare chi non vuole) su tematiche molto più alte e importanti e dev’essere forte, dev’essere un capo. DIGNITA’ del corpo e quindi dello spirito.

Un altro aspetto che ho particolarmente gradito è stata la precisione con la quale ha segnato la fine del suo manato: il 28 febbraio 2013 alle ore 20.00. Non prima, nè dopo. Mi piace questo rigore, corrispondente al carattere che ha sempre mostrato di avere. Da quel dato momento non sarà più il Papa, punto. COERENZA

Restano infine una certezza e un dilemma: Benedetto XVI è di sicuro l’unico Papa che è stato visto con sospetto appena eletto -perchè meno (fintamente) buono e più distaccato del suo predecessore- e sarà visto con sospetto alla fine del suo mandato. Come se tutto il polverone (di cui io non ho parlato) fatto di polemiche, idee più o meno complottistiche, congetture fantasiose, ecc… non bastasse, il mondo cattolico si ritroverà in una posizione singolare, anzi decisamente plurale: DUE PAPI, uno in carica e lui che sarà vivo e immagino continuerà a interessarsi delle vicende della Chiesa che ha guidato. Alla faccia del monoteismo! Come ci si comporterà con un papa in pensione? Vedremo…

Di certo c’è che quel che accadrà nelle prossime settimane – tra elezioni sacre e profane – cambierà, forse neanche troppo, il volto dell’Italia. Roma avrà un evidente sovraffollamento di giornalisti (buono per gli albergatori), ci sarà qualche matto che urlerà alla fine del mondo e a marzo, quando io andrò a passare un week end di respiro a Milano, tutto sarà già tornato apposto. Come prima forse no, ma apposto.

Chissà, forse stavolta ci sarà davvero…chi? Il PAPA NERO.

P.S. Moretti, La prego: il prossimo film potrebbe farlo su una ragazza, che chiameremo Agnese, che vive in una città terremotata del centro Italia e le arriva una proposta per cui inizia a viaggiare per il mondo, scrivendo di quello che vede e vive in prima persona e si conclude con un BEL colpo di scena per cui si stabilizza in un loft a Manhattan? Grazie.

Election Day 2012

Aspettando l’esito del voto americano, io, nel mio piccolo, faccio il tifo con questa bellissima foto e con la lettera (trovate il link nell’immagine) che la regina di stile Beyoncé Knowles ha scritto, nel suo sito ufficiale, per il Presidente Obama.
Forza americansss! Fateci contenti!

P.S. potrebbe interessarvi anche il carteggio tra Miss Beyoncé e la First Lady Michelle Obama.
Stando a Vogue.it, pare che si stimino molto le due pantere born in the USA.