EQUILIBRIO Fuori Scena – mostra fotorgafica

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Eccomi nuovamente con una segnalazione di un evento, legato al mondo della fotografia, che si sta svolgendo a Roma.

Dallo scorso sabato 1 febbraio fino a venerdì 28 febbraio, sarà possibile visitare – presso AuditoriumArte (Parco della Musica di Roma) – la mostra fotografica “Equilibrio Fuori scena”. La mostra, che ha luogo all’interno di “Equilibrio. Il festival della nuova danza”, nasce dalla collaborazione dei due fotografi ufficiali dell’Auditorium – Riccardo Musacchio e Flavio Ianniello – con il fotografo e artista, che da anni lavora con danzatori e attori, Paolo Porto.

Come scritto, sulle pagine culturali del Sole 24 Ore, il curatore Giuseppe Distefano, i tre autori hanno chiesto ai danzatori (dell’edizione del festival Equilibrio 2013 ndr), singoli, in coppia o in gruppo, di offrirsi al loro obiettivo in libertà, improvvisando “fuori scena” sulla suggestione del luogo, facendolo vivere del loro calore. Che sia dentro un montacarichi o una scala antincendio, dentro la vastità di un parcheggio sotterraneo o nell’atrio del bar, nel sottotetto della grande sala Santa Cecilia o nel prato, tra le teche espositive di reperti archeologici o dentro un bagno pubblico. Spazi impensati, vitali e spesso inaccessibili dell’Auditorium prestati ad una inedita scrittura scenica del vocabolario coreografico.

La mostra è composta da trenta stampe di grande e medio formato e da foto-sequenze. Le fotografie esposte saranno accompagnate da un videoclip dal titolo “Auditorium Abitato” a cura di Dario Jurilli e Vanessa Cokaric, con il montaggio delle riprese in backstage delle sessioni fotografiche.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta: da lunedì a venerdì ore 17.00 – 21.00; sabato e domenica ore 11.00 – 21.00.

Come sempre, mi aspetto vostri feedback!

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Presentazione del libro “Contatti – provini d’autore vol. II”.

Contatti IIPer chi tra voi, miei tredici lettori, fosse appassionato di fotografia e si trovasse a Roma, ho da suggerirvi un evento, al quale sarei andata molto volentieri, se fossi stata in zona.

Martedì 28 gennaio alle ore 18:00 presso l’ISFCI in via degli Ausoni, 1 (San Lorenzo) verrà presentato il volume “Contatti – provini d’autore vol.II” di Giammaria De Gasperis, edito da Postcart Edizioni. Il volume è una raccolta di provini a contatto di quarantanove autori internazionali, che hanno raccontato la storia degli ultimi sessant’anni.

Vi lascio il link dell’evento facebook QUI e se qualcuno di voi andrà, mi aspetto di avere commenti e opinioni in merito!

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(foto presa dalla pagina facebook del volume)

STILL – Sites of memory in baltic area. Mostra fotografica di Danilo Balducci

StillPer chi vive o si troverà a passare da Roma.

Domani, martedì 26 febbraio 2013 alle ore 18.00 presso il CinemAvvenire – Via dello scalo di San Lorenzo 51-53 (Roma)  avrà luogo il vernissage inaugurale della mostra STILL del fotografo Danilo Balducci. Saranno esposte 20 fotografie in bianco e nero che ripercorrono e raccontano i luoghi che furono teatri delle stragi naziste nel baltico.

La mostra resterà aperta fino al 26 marzo.

Il post che mai avrei pensato di scrivere

Il giorno del lancio di Spotify in Italia, MAI avrei pensato di poter scrivere di altro, se non quanto sia fico usarlo e quanto vi assuefarete tutti. Se ieri alle 10.00 mi avessero detto che “L’altro” di cui avrei scritto sarebbe stato l’argomento del momento e probabilmente del decennio (del secolo mi sembra esagerato): il Papa e le sue dimissioni, avrei sghignazzato per una mezz’ora. Invece è andata così. Parlerò proprio di questo.

ceci n'est pas un popePremessa: sono un’atea praticante, negli anni divenuta tollerante nei confronti della Chiesa; guardo i cattolici con benevolenza e un pizzico d’invidia; sono discretamente ignorante sulla storia pontificia e quindi tutto quello che segue è una riflessione mia personale e potrebbe essere un cumulo di cazz…vabè, capito.

Essendo aquilana, so bene che L’Aquila vanta di aver avuto la prima Porta Santa del mondo (che è bellissima), voluta da Pietro da Morrone – il Celestino V del gran rifiuto dantesco e della canzone di De Gregori. Quindi a L’Aquila ci sono le spoglie dell’unico – prima dell’attuale Papa – ad aver rinunciato al pontificato. Diciamo che ce la siamo sempre sentita calla per questo e ora arriva il Benedetto XVI [non fate i Mike, si legge: sedicesimo] e ci toglie l’unicità in materia! Scandalo! «Papa dimettiti!» direbbero i grillini – Ah no! E’ proprio questo il problema.

In mezz’ora ieri si è scatenato l’inferno, com’è appropriato che sia. Un vero mezzogiorno di fuoco. Tweet, messaggi, opinioni, prese in giro, foto…è stato divertentissimo. Aaahhh! Per fortuna siamo precari e disoccupati, altrimenti ci saremmo persi tutto questo ben di Dio (ops)!

Passate le prime 24 ore possiamo affermare con certezza che: è vero, il Papa si è realmente dimesso; si può fare, è un atto previsto dal codice canonico ed in ultimo la frase “morto un papa, se ne fa un altro” non è sempre valida – donne lasciate di tutto il mondo: disperatevi! Bigami di tutto il mondo: gioitene!.

Mi soffermerò su pochi punti, quelli che mi hanno colpita sin da subito. Più dell’atto in sè, sono state le motivazioni addotte ad aver suscitato in me una sincera approvazione nella scelta del Pontefice. «…è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato».

© Penny Lane e G. Rizzo

© Penny Lane e G. Rizzo

Andreotti? Berlusconi? Senatori a vita? Vi è appena stato consegnato un sonoro schiaffo morale, direttamente dallo scranno più alto dello Stato Vaticano. Vi sia d’insegnamento: eleganza nel saper essere anziani, nell’ammettere che in questa fase della vita si è meno forti, meno vigorosi, meno machi, meno attaccati alla poltrona seppur papale, meno, insomma…SOTTRAZIONE.

Ma gli insegnamenti non sono solo per la classe politica italiana, anche la Chiesa e i credenti dovranno imparare qualcosa: Papa Giovanni Paolo II…? Cattolici ortodossi che dite che la croce va portata fino al fine vita? Voi che avete fatto scempio delle vicende di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby? Vi è appena stato dimostrato che le scritture vanno interpretate e attualizzate. Che il capo della Chiesa cattolica, il Capo dello Stato Vaticano, non ha bisogno di deambulare sbavando in giro per il mondo per costringere gli altri ai sensi di colpa, ma deve guidare i propri fedeli (e non catechizzare chi non vuole) su tematiche molto più alte e importanti e dev’essere forte, dev’essere un capo. DIGNITA’ del corpo e quindi dello spirito.

Un altro aspetto che ho particolarmente gradito è stata la precisione con la quale ha segnato la fine del suo manato: il 28 febbraio 2013 alle ore 20.00. Non prima, nè dopo. Mi piace questo rigore, corrispondente al carattere che ha sempre mostrato di avere. Da quel dato momento non sarà più il Papa, punto. COERENZA

Restano infine una certezza e un dilemma: Benedetto XVI è di sicuro l’unico Papa che è stato visto con sospetto appena eletto -perchè meno (fintamente) buono e più distaccato del suo predecessore- e sarà visto con sospetto alla fine del suo mandato. Come se tutto il polverone (di cui io non ho parlato) fatto di polemiche, idee più o meno complottistiche, congetture fantasiose, ecc… non bastasse, il mondo cattolico si ritroverà in una posizione singolare, anzi decisamente plurale: DUE PAPI, uno in carica e lui che sarà vivo e immagino continuerà a interessarsi delle vicende della Chiesa che ha guidato. Alla faccia del monoteismo! Come ci si comporterà con un papa in pensione? Vedremo…

Di certo c’è che quel che accadrà nelle prossime settimane – tra elezioni sacre e profane – cambierà, forse neanche troppo, il volto dell’Italia. Roma avrà un evidente sovraffollamento di giornalisti (buono per gli albergatori), ci sarà qualche matto che urlerà alla fine del mondo e a marzo, quando io andrò a passare un week end di respiro a Milano, tutto sarà già tornato apposto. Come prima forse no, ma apposto.

Chissà, forse stavolta ci sarà davvero…chi? Il PAPA NERO.

P.S. Moretti, La prego: il prossimo film potrebbe farlo su una ragazza, che chiameremo Agnese, che vive in una città terremotata del centro Italia e le arriva una proposta per cui inizia a viaggiare per il mondo, scrivendo di quello che vede e vive in prima persona e si conclude con un BEL colpo di scena per cui si stabilizza in un loft a Manhattan? Grazie.

Ai fornelli #2 with Sara Sanzi. (Cosa cucinano due ragazze single che si divertono parecchio nel pasticciare in cucina)

Cucinare con un’amica: belle cose. Belle cose della domenica.Io e la mia amica Sara Sanzi – autrice e dj radiofonica in WebRadio8 – ma soprattutto amica che spesso e volentieri mi ospita a Roma, domenica scorsa abbiamo deciso di sfatare tutti i luoghi comuni che ci riguardano (di anti-massaie) e ci siamo date alla cucina! La ricetta è semplicissima: torta al cioccolato fondente, proveniente dal libretto magico di Sara, nel quale appunta idee, concetti, numeri, nomi…e ricette. Una vera delizia, che si può preparare anche dopo aver passato un intero pomeriggio sdraiate sul divano a leggere, attanagliate nell’hangover del ritorno all’ora solare – quindi consigliatissimo di questi tempi.

Ingredienti:
– 15 cucchiai di farina (tipo 00) – farina di riso se si prepara senza glutine
– 10 cucchiai di zucchero
– 100 gr di burro (o olio cuore, se intolleranti)
– 1 bicchiere di latte
– 200 gr di cioccolato fondente (ma potete aggiungerne di meno o di più, a piacere)
– 3 uova + un pizzico di sale
– 1 bustina di lievito
In un contenitore abbastanza grande versate farina, zucchero, sale, lievito e uova;
nel frattempo la vostra amica (Sara, nel mio caso) versa il latte in un pentolino, vi mette il burro e il cioccolato fondente a sciogliere.
Una volta sciolto tutto, spegnete la fiamma e fate raffreddare il contenuto del padellino, continuando sempre a girare (io sono uscita quattro minuti sul balcone, ma se abitate nell’Antartico o a L’Aquila, aspettate qualche minuto in più dentro casa ed evitate l’assideramento).
Versate l’impasto nel contenitore e montate con dei frustini elettrici, fino a raggiungere una crema ben amalgamata.
A questo punto non vi resta che vuotare il contenuto nella teglia da forno e lasciate cuocere per 20/30 minuti a 180° circa (dipende dalla potenza del vostro forno).
SUGGERIMENTO. Noi abbiamo utilizzato La prova dello spaghetto: prendete uno spaghetto, bucate la torta e tiratelo fuori. Se è umido la torta ancora non è cotta, altrimenti spegnete tutto e aspettate che si raffreddi.
 
Ovviamente, come ogni buona ricetta che si rispetti, c’è bisogno di un’accurata selezione musicale, per accompagnare la preparazione noi abbiamo deciso di optare sul cattolicesimo (all’epoca in nuce) ermetico e pessimista di Giovanni Lindo Ferretti. Per essere precisi:
1) Annarella
2) Depressione caspica
3) Fuochi nella notte di San Giovanni
4) Del mondo
5) Forma e sostanza
6) Tabula rasa elettrificata 
Importante: non dimenticate di metterci tanto amore, canticchiare e divertirvi mentre preparate!

Riassunto autunnale

Eccomi qui! Tornata a scrivere dopo qualche settimana di silenzio stampa, vi avevo avvisato che questo sarebbe stato un blog incostante, quindi nulla di sorprendente al riguardo.
Cosa ho fatto in queste settimane? Qualche giro: Roma, Milano, di nuovo Roma.
Cerco nuovi stimoli e nuovi spunti, cerco di dare una svolta positiva alla mia vita. Voglio trovare una nuova collocazione spazio-temporale, che mi faccia sentire viva e appassionata di quello che andrò a fare e vivere.
Quindi giro, mi faccio ospitare a casa di amiche (Livia, Enrica, Margherita e Sara) per incontrare e conoscere nuove realtà.
Milano in verità è stata una vacanza forzata, mi ammalai – ebbenesì – e quindi sono stata costretta in casa tre giorni, ma ci voleva anche quello: stop per ricaricarsi e ri-ordinare i mille pensieri. A Milano – oltre a incontrare vecchi amici che non vedevo da tanto – con i quali ho passato bei momenti, ho conosciuto – grazie a un nuovo amico di nome Andrea – un posto davvero, davvero speciale: l’ossario della Chiesa di San Bernardino alle ossa.
Non so ancora di chi siano tutte quelle ossa: se dei morti per la peste o dei martiri cristiani, mi informerò bene in merito nei prossimi giorni…quel che è certo è che una volta entrata lì, quell’atmosfera tetra e imponente “mette al propio posto” i visitatori. Tutti i dubbi e i problemi che sembravano enormi, improvvisamente davanti a quelle centinaia e migliaia di ossa e teschi, sembrano impallidire; sembra che quel luogo ti dica: “qui arriverai anche tu, cerca di ricontestualizzare tutto il resto, amica”.
Così è stato. Quel teschio posizionato alla mia altezza (1.60 politico forse non si può definire altezza) sembrava guardarmi e dirmi proprio quello, sono uscita contenta di aver conosciuto questo posto – che tornerò sempre a visitare – e di aver ascoltato il suggerimento dei miei nuovi amici ossuti.

Qualche altra suggestione randomica posso sintetizzarla con un video dei Criminal Jokers, gruppo che ho conosciuto ascoltandoli live al Circolo degli Artisti di Roma (all’interno di La tua fottuta musica alternativa), prima di partire per Milano e che mi hanno molto colpita: giovani, energici e new-wave. Continuo ad ascoltarli no stop mentre sudo e corro, affanandomi sul tapis roulant in palestra (luogo necessario per un buon equilibrio psico-fisico).

Ultimo, ma non per minor importanza aneddoto riguarda il musicista Andrea Nardinocchi.
Lo avevo scoperto qualche mese fa, grazie a un mio amico musicista che lo conosce bene. Mi sono subito innamorata del suo sound – pur non essendo propriamente una fan del rap o R’n’B- e negli ultimi giorni, in virtù di quello che vi anticipavo all’inizio del post, Un posto per me è diventata la mia canzone-mantra.

Milano. Primo giorno che rimetto naso fuori dopo la febbre, stesso giorno dell’ossario, salgo su un taxi, di quelli larghi che hanno nel sedile i mini schermi. Appena mi siedo e dico l’indirizzo di destinazione parte Un posto per me nel nuovo street video. Mi escono due lacrime. Il ragazzo che era con me avrà pensato che sono folle. Ho visto anche quello come un segno. Di cosa non so, ma lo era. Intanto ho scaricato la canzone nel mio iPhone, poi dove mi porterà ascoltarla vedremo. Che il viaggio prosegua…