Louis Armstrong on “The Johnny Cash Show” – 1970

Zerocalcare: Il terrorismo e gli universi paralleli.

ZerocalcareTre strisce di Zerocalcare su Terrorismo e universi paralleli, per Chiara Claudio Mattia e Niccolò, che io ho ritenuto giusto postare sul blog, condividendo appieno il pensiero e la battaglia del movimento No Tav e ritenendo gravissime e assolutamente fuori misura le accuse mosse a loro carico – e quindi trovando incredibile la detensione dei quattro manifestanti.

“Io non sono quello che apre l’armadio, io sono quello che indica l’armadio”.

Geniali!

La cura

Non era scontato che sopravvivessimo, tutti noi che siamo sopravvissuti. Di certo non siamo rimasti illesi e ancor più certo è che non siamo guariti. Non si guarisce mai dall’essere terremotati, così come non si smette mai di morire per lo stesso motivo, almeno in Italia.

Una cosa però è certa: ogni mattina, da cinque anni a questa parte, mi sveglio e lancio il mio cuore oltre l’ostacolo. Ogni mattina mi sveglio e mi impongo di essere felice, perché è indecente vivere nella tristezza, quando si è al mondo.
Un giorno, quando sarà giunta la mia ora, incontrerò tutte e 309 le persone che non sono sopravvissute – anche quella bambina che non ha fatto in tempo a nascere – e dirò loro: “Scusatemi, non ho scelto io di vivere quella notte, è capitato così…ma dall’alba seguente l’ho scelto ogni giorno, o almeno ci ho provato sempre. Ho vissuto molto, viaggiato mai abbastanza, sognato e costruito tutto quello che ho potuto, ho amato e amo profondamente, mi sono arrabbiata con passione e tenacia e qualche volta ho anche fallito…succede. Però ogni giorno, anche nei più bui, mi sono imposta un rigidissimo regime di felicità. Bisogna essere molto rigorosi in questo. Scusate, se il destino ha scelto me e non voi per viviere e per farmi lacrimare gli occhi al sole; scusate, se io ho potuto mangiare la granita e tenere per mano il mio compagno e non voi il vostro. Scusatemi per tutti i fiori raccolti e per quelli ricevuti, che non ornano la mia tomba, ma profumano la mia casa…perdonatemi davvero, ma io ne sono stata felice ogni giorno e ogni giorno mi sono raccontata di esserlo un po’ anche per voi”.

Questo dirò loro, quando sarà il mio momento, ma fino ad allora (e spero che passeranno ancora decenni) la cura al mio essere terremotata sarà questa: la quotidiana scalata alla felicità. Anche oggi, soprattutto oggi.

Il sorriso, nel luglio 2009, per aver ritrovato una collana, all'interno della mia casa terremotata.

Il sorriso, nel luglio 2009, per aver ritrovato una collana, all’interno della mia casa terremotata.

#withSyria

Triste ricorrenza, quella che sta avendo luogo in questi giorni: i tre anni dall’inizio del conflitto – ma che dico “conflitto” – della guerra che imperversa in Siria.

“Il 6 marzo 2011 a Daraa, in Siria, quindici ragazzini sono stati arrestati e torturati per aver disegnato sul muro dei graffiti antiautoritari. Le proteste che sono scaturite dal loro arresto hanno portato a un’esplosione della violenza in tutto il paese. Le proteste si sono trasformate in una vera e propria guerra civile che ha prodotto 9,3 milioni di profughi”, si legge nella home del sito di Banksy.

Da ieri è su tutti i principali giornali e social network il video – divenuto giustamente virale – #withSyria, che lo street artist inglese Banksy ha realizzato e pubblicato sul suo sito, in onore della popolazione siriana “con compassione, supporto e la nostra voce” come scrive egli stesso nel corto. La sua celebre opera La bambina con il palloncino rosso, ha indossato i panni di una piccola rifugiata siriana e il murale prende vita, diventa un’animazione che mostra gli orrori e la violenza della guerra, ma allo stesso tempo dà un messaggio di speranza e vicinanza.

Non potevo non essere una di quelle voci e uno di quei palloncini che si sollevano in cielo una di quei milioni di cittadini del mondo che vuole gridare ai cittadini siriani, massacrati e fiaccati da tre anni di morte e violenza, “There is alwais a hope”.

withsyria

Buon compleanno Faber!

Faber_de_andréAscolto Fabrizio De André da quando ero nella pancia di mia madre e l’ho sempre, sempre e ossessivamente sempre ascoltato. Devo dire che, ancora oggi, ci sono degli album che conosco meno e alcune canzoni che mi ostino a non voler memorizzare, quasi per non “bruciare” tutte le nuove visioni del mondo che potranno insegnarmi; anche se da sempre – molto prima che ci lasciasse quel maledetto 11 gennaio 1999 – cerco di approcciarmi alla sua opera con un atteggiamento vagamente virginale, come se ogni volta fosse un po’ la prima che lo ascolto davvero.

Troppi sono i ricordi che mi legano alla sua musica e alle sue parole: imparai per prima Il Pescatore, a due o tre anni, andando in macchina verso casa dei nonni. Poi fu la volta de Il Suonatore Jones, che ho capito davvero forse vent’anni dopo, però intanto lui mi aveva già insegnato a pronunciare la parola “libertà” e ad immaginarla come la gonna di Jenny – che doveva essere proprio bella, quella gonna e quella Jenny, al ballo di tanti anni fa. Poi ci fu il periodo di amore folle per La Buona Novella che ascoltai – quasi esclusivamente – per tutto il 2001 e Storia di un impegato e Tutti Morimmo a stento…insomma! Come la maggior parte degli italiani che abbiano un animo, se non sensibile, almeno aperto alla possibilità di esserlo.

Oggi non andrò avanti a parlare di Faber perchè: Domine, non sum digna! – però, per festeggiare il suo compleanno, ho creato una playlist con 30 canzoni, praticamente quasi una per ogni mio anno di vita, due delle quali sono interpretate dai soli artisti che, a mio giudizio, posso permettersi di cantare De André, senza sembrare – loro sì – dei blasfemi: Franco Battiato e Morgan. Ve la lascio qui a fine post, starà a voi la scelta, se ascoltarla tutta o solo qualche brano, solo le canzoni che più amate. Mi aspetto che commentiate dicendo che ho dimenticato dei capolavori che proprio non avrei dovuto e che voi (e questo è certo, miei tredici lettori) avreste fatto molto meglio. Quindi linkate anche le vostre canzoni del cuore, che il vostro “pezzo di De André” qui troverà sempre un suo posto d’onore.

Tanti auguri Faber!

Nuovo video de I Cani – Come Vera Nabokov

E’ andato online ieri nel pomeriggio e fino ad ora (sono le 11.30 del mattino circa) ha già 8943 visualizzazioni.
Si tratta del nuovo video de I Cani – ovvero il progetto musicale del romano Niccolò Contessa – realizzato dal videomaker aquilano (sì, un piccolo moto d’orgoglio per i miei concittadini super bravi) Bennet Pimpinella.

Il video è una rielaborazione del film “Tharzan e la vergogna di Jane” - film del 1995 diretto da Joe D’Amato che ha come protagonisti un giovane Rocco Siffredi con la sua attuale moglie, Rosa Caracciolo – che Bennet “scratcha”, modifica, monta e trasforma in un’opera pop iper colorata e viosionaria.

Buona visione e buon ascolto!

Kiki de Montparnasse – il cortometraggio

Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore della letteratura per entrambi i sessi, questo è un libro scritto da una donna che non è mai stata una signora. Per quasi dieci anni è stata a un passo dal diventare quella che oggi sarebbe considerata una Regina, il che, naturalmente, è molto diverso dall’essere una signora(dall’introduzione a “Souvenirs” di Kiki de Montparnasse, scritta da Hemingway nel 1929).

L’altra sera, navigando con una mia amica sul sito del My French Film Festival (che se amate il cinema francese, vi consiglio di seguire attentamente), ho scoperto un cortometraggio – attualmente in gara per il festival e già pluripremiato in molto altri – che ho amato moltissimo, Mademoiselle Kiki et les Montparnos della regista Amélie Harrault, prodotto da Les 3 Ours.

La figura di Kiki de Montparnasse, come molte altre legate alla Parigi degli anni ’20, l’ho sempre trovata estremamente affascinante, ma mai approfondita davvero, quasi a volerla lasciare avvolta in una nube di mistero. Beh, dopo aver visto questo corto, ho deciso che è tempo di far dissolvere le nubi e approfondire l’argomento, iniziando dal comprare il suo libro. Il video, che trovate a seguito, è in francese non sottotitolato, ma cliccando su questo LINK, potrete acquistare la visione del corto sottotitolato in italiano per (soli) € 0,99.

Non voglio anticipare nulla, vi dico solo che si tratta di un’animazione di 15 minuti circa e che il tocco femminile del racconto è decisamente evidente. Per gli appassionati di arte, della Parigi del secolo scorso e delle icone intramontabili. Da non perdere.

http://videos.arte.tv/fr/videos/mademoiselle-kiki-et-les-montparnos-d-amelie-harrault–7564328.html

Kiki de Montparnasse

EQUILIBRIO Fuori Scena – mostra fotorgafica

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Eccomi nuovamente con una segnalazione di un evento, legato al mondo della fotografia, che si sta svolgendo a Roma.

Dallo scorso sabato 1 febbraio fino a venerdì 28 febbraio, sarà possibile visitare – presso AuditoriumArte (Parco della Musica di Roma) – la mostra fotografica “Equilibrio Fuori scena”. La mostra, che ha luogo all’interno di “Equilibrio. Il festival della nuova danza”, nasce dalla collaborazione dei due fotografi ufficiali dell’Auditorium – Riccardo Musacchio e Flavio Ianniello – con il fotografo e artista, che da anni lavora con danzatori e attori, Paolo Porto.

Come scritto, sulle pagine culturali del Sole 24 Ore, il curatore Giuseppe Distefano, i tre autori hanno chiesto ai danzatori (dell’edizione del festival Equilibrio 2013 ndr), singoli, in coppia o in gruppo, di offrirsi al loro obiettivo in libertà, improvvisando “fuori scena” sulla suggestione del luogo, facendolo vivere del loro calore. Che sia dentro un montacarichi o una scala antincendio, dentro la vastità di un parcheggio sotterraneo o nell’atrio del bar, nel sottotetto della grande sala Santa Cecilia o nel prato, tra le teche espositive di reperti archeologici o dentro un bagno pubblico. Spazi impensati, vitali e spesso inaccessibili dell’Auditorium prestati ad una inedita scrittura scenica del vocabolario coreografico.

La mostra è composta da trenta stampe di grande e medio formato e da foto-sequenze. Le fotografie esposte saranno accompagnate da un videoclip dal titolo “Auditorium Abitato” a cura di Dario Jurilli e Vanessa Cokaric, con il montaggio delle riprese in backstage delle sessioni fotografiche.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta: da lunedì a venerdì ore 17.00 – 21.00; sabato e domenica ore 11.00 – 21.00.

Come sempre, mi aspetto vostri feedback!

Happy birthday Facebook!

Happy birthday Facebbok!

Per festeggiare i 10 anni di Facebook Mark Zuckerberg & the Facebook team hanno creato la pagina A look back. Voi avete buttato uno sguardo?
Auguri caro Facebook! (Non dimenticando il dark side della faccenda: http://techland.time.com/2014/01/27/how-much-time-have-you-wasted-on-facebook/)